martedì 29 dicembre 2009

Sta tranquillo, che in qualche modo facciamo.


Non so, in questi anni, quante sono state le emergenze, i problemi, le piccole e grandi rogne, le vere tragedie. Sicuramente più di quante le mie spalle potessero sostenere. Oggi c'è stata l'ennesima. Questa volta una delusione che ha avuto strascichi nelle mie sicurezze più intime riguardo alle persone che mi vogliono bene. Una persona che fin da piccolo mi ha manifestato la sua vicinanza, che fin da quando mio papà è venuto a mancare, ci ha tenuto a farmi capire che ci sarebbe stata in caso di bisogno, oggi mi ha voltato le spalle. Oggi ho chiesto quell'aiuto che mi è stato offerto e ho trovato le porte chiuse.
Sono tornato a casa sconfortato, ho trovato mia mamma in lacrime, delusa come me. Ho cercato di essere forte, di rasicurarla, di farle vedere le cose da una prospettiva migliore. Chi ha mai visto piangere un genitore, mi capisce e sa che qualunque cosa, persino le bugie si fanno e si dicono volentieri pur di cancellare quelle lacrime.
Ho parlato con un amico. A. Senza che gli chiedessi nulla si è offerto di aiutarmi, di supportarmi e mi ha detto di stare tranquillo, perché in qualche modo avremmo risolto. Ha parlato al plurale. E' sceso alla mia altezza, mi ha rialzato, ha posato una mano sulle mia spalla e mi ha detto che avremo risolto. Come se i problemi fossero suoi. Anche se niente si è sistemato, anche se la situazione è come era prima, io subito mi sono sentito sollevato. La forza di un amico. Il bene che mi vuole.
Grazie Grazie Grazie.

martedì 22 dicembre 2009

Io amico


Parola soprattutto abusata, "amicizia" è uno stato di altissima affinità tra persone, che sentendo nel loro animo il bene comune, si guardano e si comportano come compagni di branco. Amicizia è condivisione di esperienze, amicizia è anche condivisione di valori. Gli amici non sono uguali tra loro, possono essere anche profondamente diversi, ma c'è un tangibile collante che per sempre li legherà: l'affinità.
Gli amici per forza di cose sono pochi, ma quel che conta è che un'amicizia vera è per sempre. Io ho spesso ripetuto di non aver mai allontanato da me un amico. Non ho mai chiuso le porte per sempre ad uno per cui ho provato questo sentore. Le esperienze ci fanno ondeggiare, scontrare, allontanare, ma tutta la mia vita è testimonianza di quel che sto dicendo.
Ed ora, in un momento particolarmente difficile del mio percorso mi trovo a dovermi fermare a guardarmi attorno. Del resto è Natale, momento di bilanci. Perché non andare a sfogliare le mie amicizie?
M il mio primo vero grande amico. Abbiamo passato anni asseme a scuola, ci vedevamo tutti i pomeriggi, abbiamo scherzato, siamo cresciuti assieme. Poi c'è stato un terribile litigio e per due anni non ci siamo visti. Poi lui ha avuto un incidente. Sono salito a trovarlo all'ospedale. Era come se tutto fosse com'era al liceo. L'ho accompagnato per mesi a fare fisioterapie, abbiamo fatto i puzzle da cinquemila pezzi. Mi ha abbracciato. Ora si è sposato ed ha una bambina, ci vediamo poco, ma è vero che ogni volta quel sentimento si rinnova.
L la persona che mi ha sorriso e portato fuori quando è finito il mio primo amore. Un ragazzo con una meravigliosa anima, pulita, sottile e forte. Abbiamo costruito in poco tempo un rapporto molto forte. Io l'ho caricato di enormi aspettative, ho sempre preteso tanto da lui e gli ho sempre voluto molto bene. Ci siamo tenuti stretti nei momenti difficili e ci siamo anche fatti una promessa, poi da entrambi non mantenuta, di non lasciarci mai far del male dalle persone. Il suo ed il mio lavoro, il suo ed il mio amore ci ha spesso divisi, ma basta una tazza di tè al Sottosopra per riprendere il nostro interminabile discorso.
D che buffa la nostra storia. E' proprio vero, siamo le persone più diverse che esistano, ma una cosa ci unisce: quello che ci fa sorridere e ridere di gusto. Ci vedevamo tutti i giorni, quasi tutte le sere, abbiamo fatto centinaia di cose assieme, senza guardare chi faceva più fatica. Ci siamo tanto presi in giro, e la costante dei nostri incontri è stata la risata. Abbiamo anche passato brutti periodi e brutte avvenimenti, ma senza mai dircelo ci siamo sempre voluti un gran bene. E' sparito per un tempo, l'ho tanto cercato, ora è tornato e credo che possa dire di aver trovato le porte spalancate.
F Discorso complicato. Forti sentimenti, forte ed immediata vicinanza. Ma un ombra ci ha divisi. Ora stiamo cercando di superarla. Vieni da me, abbracciami e parliamo.
A ora tocca a te. Ti voglio molto bene. A volte dobbiamo ancora capirci, non sempre siamo sintonizzati e le accese discussioni sono sempre dietro l'angolo. Peccato però che queste finiscano quasi sempre in una risata. Almeno me lo devi concedere: so fare battute per sdrammatizzare! Ci pestiamo spesso i piedi, ma ogni volta organizziamo le cose per vederci.
Con tutti voi ho fatto cose mai pensate, mi sono arricchito con le vostre esperienze, ho ascoltato i vostri problemi e voi avete ben visto i miei. Con tutti ho fatto pazzie (vedi foto...), con tutti ho litigato, con tutti ho condiviso momenti della mia vita i cui ricordi rimarranno legati ai vostri volti.
Il bilancio è positivo. Siete ancora tutti qui alla mia portata, chi più vicino, chi un po' più scostato. Avete tutti, e per motivi diversi, la mia stima. Ora che ho più bisogno di voi, ci siete. Che posso dire? Ho selezionato bene? Non credo. Ho avuto fortuna ad incontrarvi e soprattutto abbiamo tutti messo l'impegno per stare assieme.
Se qualcuno volesse essere citato nel prossimo bilancio, e avesse letto il post, può provare a mettersi in gioco. Qui non trova un giudice selezionatore, ma possibilmente un sorriso di benvenuto.

lunedì 21 dicembre 2009


Sono steso, quasi rannicchiato sul mio giaciglio. Stringo un liso cuscinone verde. Da sotto sento il freddo provenire dal pavimento di marmo, da sopra il caldo secco e sibilante del convettore. Gli occhi sono chiusi e aspetto di potermi perdere nel sonno per un ora. I pensieri ora si accavallano nella testa, i problemi, le preoccupazioni si, ma anche il libro che sto leggendo, le mie fantasie, le storie che racconto al bambino fragile e capriccioso che vive guardando la sua cittadella.

Scivolo, sprofondo, entro al di sotto dei miei occhi, ed un muro si materializza tra me e tutto ciò che esisteva prima. E' come un viaggio avventuroso. Quale tempo è speso meglio di quello che impegna un viaggio? Non so che accadrà, non immagino nemmeno chi potrei incontrare, ciò che potrei vedere o sentire. Eppure quel brivido, quell'emozione c'è. Sta magari al di sotto di una coltre di neve spessa, ma lo sento squisitamente piacevole, come potrei pregustare la proiezione di un film girato solo per me.

Il tempo pare fermarsi, poi accelerare, dilatandosi. I colori sono vivide macchie ballerine che mescolandosi aggregano forme con significati ben conosciuti. Una superba regia da sregolato, pazzo demiurgo. Un dio minore che nemmeno so dove possa albergare. Costui evidentemente dispone di enormi risorse e fantasia per riuscire ogni volta a stupire gli stessi artigiani e testimoni che dipingono le sue scenografie.
E se faccio questa considerazione forse è perché il film sta già finendo ed io sto risalendo, il muro sta evaporando. C'è un "no" nella mia testa, ma questo ha la vita di un solo istante prima che... hanno bussato alla porta! chi può essere?
Ah no, solo un tonfo degli inquilini del piano superiore. Strano come tornare alla vita sia così naturale. Alle volte è come uscire da un cumulo di materassi affastellati. Oggi invece è una scrollatina di spalle. Mi spazzolo il maglione, mi rialzo. Tutto il film è già dimenticato. Pare che le sceneggiature migliori vengano bruciate e disperse nell'aria, come si fa coi pensierini dei bambini in chiesa.
Ho bisogno di calore, di vedere qualcuno, di stare tra la gente. Esco nella neve. Il freddo mi prende subito alle caviglie e mi soffia sul viso. Attraverso la strada, la scusa è quella di prendere un caffè, lo scopo vero è quello di sentirmi parte di qualcosa, circondato da sconosciuti, ma al calore della compagnia di altri. Quanto prezioso sarebbe ora il sorriso di un amico? La mano dell'amante? Forse non è questo il momento, il mondo sta andando avanti col suo stanco movimento e non si può avere quel che voglio. E allora entro nel bar. Mi conoscono. La scorbutica al bancone mi chiede se prendo il solito caffè. Le sorrido, tutto sommato sarò anche l'ennesima comparsa nella sua giornata, ma ora che mi siedo al caldo posso con calma rientrare nella parte da protagonista che spetta anche a me in questa storiella da poco, che è la vita.

sabato 5 dicembre 2009

Tempestoso romanticismo


Piccola vacanza d'inverno. Siamo tu ed io. Ieri sera siamo arrivati con calma dall'autostrada e abbiamo scelto questa pensione in riva al mare. Era buio, non abbiamo nemmeno visto la spiaggia.
Dai su alziamoci. Vieni con me. Prendo il piumone e avvolgo i nostri corpi ancora nudi. Stretti stretti arriviamo al balcone e usciamo in terrazzino. Da qui vediamo un cielo viola con tante nuvole grigie. Il mare è agitato, grigio e verde, sconvolto da onde che lo riempiono di schiuma bianca. La spiaggia è deserta e i bar sotto di noi sono tutti chiusi.
Torniamo dentro, ho fame, scendiamo a colazione.
Tutti i negozi di ricordini, di parei, di creme solari, le boutiques da quattro soldi, che d'estate tengono aperto fino a mezzanotte, sono tutte sbarrate e ricordano fantasmi di loro stesse. Nessuna merce esposta a nessun passante. Solo noi che attraversiamo la spiaggia per arrivare al mare.
Una passerella di legno e ferro si allunga sull'acqua. Una transenna la chiude e non ci possiamo salire. Ma come sarebbe bello se fossimo ancora nudi, avvolti nel nostro piumone e potessimo salire sopra le onde e respirare il pungente vento che spazza questa spiaggia.
Dammi la mano, cerchiamo un posto aperto e caldo dove parlare di noi, delle nostre cose. Il mare ci ha già dato la giusta tempestosa spinta che ci serve.

venerdì 4 dicembre 2009

Bollicine. Una vita a compartimenti stagni.


La mia vita, la mia giornata, la mia settimana, è caratterizzata da un aspetto singolare: le bolle! Non c'è uno sviluppo progressivo e coerente, unitario della mia esistenza. Mi sono accorto infatti che tutto ciò che faccio, le persone che vedo, i rapporti che curo, sono tutti racchiusi ed isolati e si sviluppano in apparenza indipendentemente da una linea coerente e principale. E' come se io di volta in volta entrassi in una bolla. C'è quella grande in cui entro quando sono al lavoro. C'è quella piccola e calda nella quale mi rifugio solitario nella pausa pranzo. C'è quella in cui entro solo il fine settimana a Bassano. C'è quella in cui entro quando vedo o sento il mio amico. E via via così, tra decine e decine di bolle piccole e grandi, ognuna con le sue caratteristiche, ma talmente separate e diverse da non essere prevista e consentita alcuna compenetrazione. Nelle bolle più piccole ci sono le "caramelle": momenti lievi e sorridenti, solo per deviare il pensiero dalla bolla più rognosa, quella del lavoro. Possibile che riesca a far uscire qualcuno o qualcosa dalla sua bolla e lo faccia camminare sulla strada della mia vita? Un piano ce l'ho. Se faccio esplodere la bolla che mi lega alla dannazione, allora tutto forse sarà libero di scorrere in un fluente e coordinato insieme in movimento. Le sfere si scioglieranno e quel che resterà sarà libero di venire a me, con me.

giovedì 3 dicembre 2009

Abbraccio

C'è un momento carico di energia,
quando ti guardo negli occhi e
vedo che ti stai avvicinando.
Esistiamo solo noi in questo cubo,
pregusto il tocco ed il calore
del tuo petto contro il mio.
Tenendo fissi gli occhi su di noi,
ecco il contatto che ti richiedo,
ecco le braccia che mi avvolgono.
Mi viene da piangere e sono felice,
del tuo corpo sul mio
della tua guancia che mi sfiora.
Ti stringo i fianchi così forte,
le spalle e la schiena contro di me,
come se dovessi entrare in te.
Sento il profumo naturale della tua pelle,
le parole che mi dici dondolandomi un po',
respiro l'aria dai tuoi capelli.
Mi stai facendo bene e lo sai,
rialzi un corpo dalla terra e gli ridoni
la condizione di uomo tra gli uomini.
Dammi un po' della tua energia,
con la quale potrei affrontare la vita,
quando non ti avrò più contro il petto.
Non costa nulla ad entrambi,
ma per il bene che ci si può volere,
ci stiamo donando un momento prezioso.