
Non so, in questi anni, quante sono state le emergenze, i problemi, le piccole e grandi rogne, le vere tragedie. Sicuramente più di quante le mie spalle potessero sostenere. Oggi c'è stata l'ennesima. Questa volta una delusione che ha avuto strascichi nelle mie sicurezze più intime riguardo alle persone che mi vogliono bene. Una persona che fin da piccolo mi ha manifestato la sua vicinanza, che fin da quando mio papà è venuto a mancare, ci ha tenuto a farmi capire che ci sarebbe stata in caso di bisogno, oggi mi ha voltato le spalle. Oggi ho chiesto quell'aiuto che mi è stato offerto e ho trovato le porte chiuse.
Sono tornato a casa sconfortato, ho trovato mia mamma in lacrime, delusa come me. Ho cercato di essere forte, di rasicurarla, di farle vedere le cose da una prospettiva migliore. Chi ha mai visto piangere un genitore, mi capisce e sa che qualunque cosa, persino le bugie si fanno e si dicono volentieri pur di cancellare quelle lacrime.
Ho parlato con un amico. A. Senza che gli chiedessi nulla si è offerto di aiutarmi, di supportarmi e mi ha detto di stare tranquillo, perché in qualche modo avremmo risolto. Ha parlato al plurale. E' sceso alla mia altezza, mi ha rialzato, ha posato una mano sulle mia spalla e mi ha detto che avremo risolto. Come se i problemi fossero suoi. Anche se niente si è sistemato, anche se la situazione è come era prima, io subito mi sono sentito sollevato. La forza di un amico. Il bene che mi vuole.
Grazie Grazie Grazie.
Nessun commento:
Posta un commento