venerdì 4 dicembre 2009

Bollicine. Una vita a compartimenti stagni.


La mia vita, la mia giornata, la mia settimana, è caratterizzata da un aspetto singolare: le bolle! Non c'è uno sviluppo progressivo e coerente, unitario della mia esistenza. Mi sono accorto infatti che tutto ciò che faccio, le persone che vedo, i rapporti che curo, sono tutti racchiusi ed isolati e si sviluppano in apparenza indipendentemente da una linea coerente e principale. E' come se io di volta in volta entrassi in una bolla. C'è quella grande in cui entro quando sono al lavoro. C'è quella piccola e calda nella quale mi rifugio solitario nella pausa pranzo. C'è quella in cui entro solo il fine settimana a Bassano. C'è quella in cui entro quando vedo o sento il mio amico. E via via così, tra decine e decine di bolle piccole e grandi, ognuna con le sue caratteristiche, ma talmente separate e diverse da non essere prevista e consentita alcuna compenetrazione. Nelle bolle più piccole ci sono le "caramelle": momenti lievi e sorridenti, solo per deviare il pensiero dalla bolla più rognosa, quella del lavoro. Possibile che riesca a far uscire qualcuno o qualcosa dalla sua bolla e lo faccia camminare sulla strada della mia vita? Un piano ce l'ho. Se faccio esplodere la bolla che mi lega alla dannazione, allora tutto forse sarà libero di scorrere in un fluente e coordinato insieme in movimento. Le sfere si scioglieranno e quel che resterà sarà libero di venire a me, con me.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il bambino soffia e crea le bolle. Queste gli creano gioia, il bambino non guarda a loro come a delle gabbie o compartimenti stagni, ma ne apprezza il riverbero di colori e la libertà di movimento. Un bambino più grande di 28 anni, invece punta il dito contro le bolle e le accusa di toglierli la libertà..

Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?"
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?"
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole".
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò.