giovedì 22 dicembre 2011

Pranzo di Natale

Qualche anno fa ho scritto un post intitolato "mai più un Natale così", ora siamo a ridosso della ricorrenza e mi sembrerebbe di sfuggire al vecchio me stesso se non ci riflettessi sopra.
Sicuramente posso partire in positivo, dicendo che ora va meglio. Raramente mi volto indietro a "rimirar lo passo che non lasciò gia mai persona viva", e quando lo faccio mi stupisco di quanto sia riuscito a resistere immerso nella paura, nell'ansia, nella rabbia.
Oggi non va tutto a gonfie vele, non va nemmeno a vele sgonfie, sono fermo in porto in attesa di avere una rotta da seguire. E allora visto che il tempo è una delle poche cose che non mancano, è bene fare il punto su alcune cose.
Una volta ero più buono. Anni fa ero veramente un pezzo di pane. Ora non più, me ne rendo ben conto, ma va bene così. Non farò mai del male di proposito ad una persona, ma ora so anche che non farò nemmeno del bene a chi del bene si riempie la bocca, ma non sa neanche che cosa sia.
Oggi I. mi ha scritto che sto dimostrando carattere in un'interminabile traversata, si riferiva a questi cinque anni che mi hanno visto per la gran parte in grosse difficoltà personali e lavorative. I. non ha visto molte cose, perchè ci conosciamo da poco, non ha potuto toccare le molte debolezze nelle quali sono caduto, e poi francamente il peggio è avvenuto tempo fa e gli è stato risparmiato. Tuttavia vede abbastanza bene dentro me, soprattutto sa valorizzare quel che riesco a dare. Poco o molto che sia, ora ho qualcosa da distribuire, anzi per dire la verità, non vedo l'ora di dimostrare che dentro questo capoccione c'è qualche buona pepita da spendere.
E poi "che cavolo" sono appena tornato da una vacanza in Kenya interamente regalata da un amico che è stato a lungo il mio compagno. Non ci si può mica lamentare, no? Ora mi sento carino, interessante, forse persino affascinante per certi versi.
Ho nuovi amici preziosi e mi tengo sempre stretti i vecchi. A, Al, I, S, D, L sono tutte preziosissime strade che compongono la mia città. Già per queste iniziali sono una persona che andrebbe invidiata. E allora, forte di questo, ho una gran cosa da dire: vaffanculo a chi mi ha voltato le spalle, vaffanculo a chi mi ha ostacolato, vaffanculo a chi bacia i banchi della chiesa e poi vomita cattiveria alla prima occasione.
Due anni fa ho dovuto chiedere un aiuto, un ultimo aiuto prima di chiudere la baracca e cercare di voltare pagina. E' stato un momento tragico e sono stato aiutato. Questo aiuto l'ho restituito subito, ma non è stato sufficiente. Gli amici si vedono nel momento del bisogno? Si, solo che non sono stato l'unico a vederli. Li hanno visti anche parenti che credevo mi volessero bene. L'arrivismo ha fatto da padrone e, mentre ricordo tutti i natali della mia vita assieme alla mia famiglia, quest'anno, come l'anno scorso, il pranzo di Natale sarà sul tavolo della cucina, sbrigativo, tra me e mia mamma.
Triste vero? Lo pensavo anche io. L'ho pensato finchè non mi sono reso conto che, per essere felice, non mi servono i regali, non mi servono gli auguri, ne' un grosso pranzo, ne' la conversazione, ne' il ritrovarsi con estranei.
Il mio sarà un bel Natale, me ne rendo conto solo ora mentre lo scrivo. Sarà bello perché ci prepareremo quello che ci piace, mangerò senza poi dovermi rotolare a terra dal troppo cibo, mi metterò elegante per la mia mamma, e poi quando mi andrà mi alzerò e mi troverò coi miei amici, che sono, quelli si, la mia famiglia.
E allora... Stavolta vi dico "che continuino pure così i natali"!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Quando ci siamo conosciuti mi hai dato subito l'opportunità di leggere il tuo blog e nei mesi seguenti sono spesso tornato su alcuni post...

Perchè? perchè qui c'è una parte della tua traversata... Ci sono esperienze e stati d'animo che, anche se posso solo immaginare cosa sono significati per te, sono stati pugni sullo stomaco da leggere....

ma c'è anche la consapevolezza che i percorsi che le persone possono scegliere sono tanti.. c'è chi si avvita sulle difficoltà che la vita impietosamente gli pone difronte. C'è chi si arrende in partenza e c'è chi con mille affanni cerca comunque di vivere riuscendo a cogliere l'essenza delle cose veramenti importanti...

Quest'ultimo post è la dimostrazione del tuo percorso...

Ed è un monito anche per me, perchè il Natale può avere un senso... Ovvero la gioia di passarlo insieme alle persone a cui voglio veramente bene....

I.