martedì 3 gennaio 2012


Non ti sei accorto quando ho cominciato a prenderti in giro.
L'ho fatto quando più cominciavi a dimostrare di aver bisogno di me.

Prima il tuo attaccamento era scontato e quasi ti veniva di riflesso,
poi hai cominciato a chiamarmi sottovoce, direi di nascosto.
Hai intensificato le tue visite, mi chiamavi sempre più di frequente,
e continuavi a chiedermi se ti volevo bene, se ti amavo
dandolo per scontato anche quando non rispondevo.
Fu allora che cominciai a legarti con la corda che tengo sempre in mano.

Pensavi che ti stessi legando a me,
invece stavo coprendo i tuoi occhi, fasciando i tuoi orecchi,
stavo stringendo le tue membra, e ad ogni giro di corda ti ho indebolito,
ti ho regalato la tristezza coi primi giri attorno la testa,
l'ansia ti è venuta con la corda che premeva sulle tue labbra,
l'angoscia quando ti sei reso conto che non avresti più potuto muovere le braccia.

Quando finalmente hai capito che ti stavo facendo del male,
avevi così bisogno di me per continuare a poter prendere respiro,
che ti sei inginocchiato di fronte a me e hai implorato il mio amore.
Ora che le corde coprono la tua nudità, e hai capito che
ancora pochi giri e potrò finalmente andarmene,
fremi di rabbia, ti senti sciocco e mi insulti.

Non serve a nulla che tremi e che mi chiami urlando.
Lo sai anche tu che non serve che aspetti me per desiderare
e decidere di andartene

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