C'era una volta Cappuccetto Biondo,
che viveva nel suo splendido colorato mondo.
Un bel giorno la sua mamma lo chiamò
e lui, che giocava per i prati, rincasò.
“Caro Biondino, oggi ho un compito da affidarti,
ecco stai attento a quanto devo raccomandarti:
hai da portare alla tua nonnina questo cestino,
con dentro medicine e qualche panino.
La tua nonna è un po' raffreddata,
e sempre a letto si trova sdraiata.
Per favore, stai da lei finché non guarisce,
Dai, parti e arriva prima che il giorno finisce.”
Cappuccetto ubbidiente diede un bacio alla mammina,
e uscì di buona voglia dalla cucina.
Cominciò ad incamminarsi per il sentiero,
armato del cestino, molto pesante, a dire il vero!
Ovviamente la sua strada passava per un bosco
come in ogni favola che conosco.
Tuttavia, a differenza di altre storie per bambini,
qui c'era un gran via vai di personaggi carini.
Per lunghi tratti del suo cammino,
ebbe compagni di viaggio vicino.
Si succedettero a seconda delle loro destinazioni,
allargando o restringendo questo gruppo di pedoni.
Cappuccetto Biondo li avrebbe sempre voluti tutti attorno,
ma furono molti quelli che andarono e venirono tutto il giorno.
Alcuni lo accompagnarono per un chilometro,
altri anche solo per qualche metro.
L'aquila secca, mai contenta della sua condizione,
che non sembrava conoscere la sua destinazione.
Il pulcino spelacchiato, gran trotterellone,
Il diavoletto tascabile, dal bel visetto,
assetato di tutto, tranne che di affetto.
L'insulso formichiere, che non aveva nemmeno il sedere.
… fine prima parte...
1 commento:
Improvvisamente ho colto in un post, ciò che condiziona il tuo vivere e ora dovrei rivedere forse alcune mie osservazioni. Sei terrorizzato e paralizzato dal pensiero della morte. Sei annichilito dal pensiero del nulla. Percepisce il vuoto di un distacco come la morte e ne diventi vittima. Urge viaggio in Tibet.
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