giovedì 12 aprile 2012

Si sono mangiati le speranze...


Stamattina ennesimo colloquio in
agenzia interinale. Questa volta ad un’ora di strada. Poco male: ho avuto tempo
da riempire con le mie riflessioni. Peccato che il pensare alla mia situazione
e a quella generale mi abbia innervosito non di poco.
Alla radio la rassegna stampa ci
mette il carico da cento, annunciando che la montagna di sdegno per l’attuale
situazione del finanziamento pubblico ai partiti, ha partorito un topolino così
piccolo che nemmeno prevede dei tagli. E per finanziare la riforma della
Protezione Civile, dove andranno a reperire i fondi? Eh beh, che domande, nuove
accise sui carburanti, e magari 2 cent ad sms, cosicché appena ti scrivi con
l’amico sai anche di aver contribuito a ricostruire un argine crollato per
l’incuria dei soliti amministratori ciechi ma con le tasche belle ampie.
Ci voleva giusto il tecnico
osannato dai vertici di tutte le istituzioni finanziarie mondiali, per scovare
un finanziamento così arguto, un così sofisticato sistema di reperire i fondi.
Eh già, perché forse i governanti con il loden non hanno mai fatto il pieno
alla pompa, oppure non si curano di ragionare sul fatto che le imprese già allo
stremo dovranno alzare i prezzi di tutte le merci per sopperire all’aumento dei
costi di trasporto. Non pensa Monti, o chi per lui, alla marea di partite iva,
costrette a girare con la propria auto, che prima di metterla in moto ormai ci
pensano due volte, per magari alla fine decidere di starsene a casa che almeno
si risparmiano le spese.
Vai a fare un colloquio e ti rendi
conto che era più facile diventare notaio, piuttosto che trovare un lavoro con
cui poterti mantenere. Sei bravo, rinunci alle tue qualifiche, alla tua
esperienza pur di trovare qualcosa che ti dia la dignità che solo una
occupazione ti può dare, e ti senti scavalcato da quello che magari è in
mobilità, e siccome costa un po’ meno, anche se non ha voglia di lavorare, o ha
meno capacità, è preferibile. Il lavoro è un privilegio, altro che diritto. Io
esco da una esperienza a partita iva, quindi non ho nessuna indennità di
disoccupazione. Chi è stato in passato un dipendente normale invece è tre volte
più fortunato di me: prima godeva di uno stipendio certo, ora è in mobilità e
qualcosa porta a casa ancora, e poi è il primo ad essere assunto perché costa meno.
C’è qualche speranza per me?
Ma certo che c’è. Vieni a
lavorare con la tua auto, a tue spese, con la tua bella partita iva, se sei
bravo ti riempiamo di soldi. Non c’è lavoro migliore del commerciale. Pagato a
provvigioni: più lavori più guadagni. Se poi ci sono delle difficoltà c’è
sempre una parola buona per quello a partita iva. Un sorriso ed una pacca sulle
spalle non costa nulla. Non hai ferie, ma che importa? Sei un imprenditore! Se
ti ammali e stai a casa non hai la mutua, ma a te che importa? Chi t’ammazza?!
Non hai tfr, non hai un fisso, non puoi comprarti casa, forse nemmeno un auto,
ma avrai dei genitori che ti aiutano no?
Ecco, queste le considerazioni. E
poi senti che gli incravattati signori della politica intendono mantenersi i
privilegi ed una marea ingiustificata di rimborsi, che supera di cinque volte
le reali spese sostenute. Sai che quei soldi sono tolti al mercato, sono
risorse tolte all’economia del Paese, anche a quel lavoro che viene meno. Li vedi, e come fai tu lo fanno pure milioni
di altri. Hanno vissuto alle spalle di un Paese, privandolo di tutte le
speranze che poteva offrire. Ed ora che non resta nulla, aspettano forse il
balordo che comincia a mettere le bombe vicino ai palazzi. Quando accadrà si
stringeranno in coro a condannare l’uso della violenza e torneranno velocemente
a cena.


Nessun commento: