Ritorna questo giorno dell'anno, e come fare a non rifletterci?
E' un periodo difficile, di cambianti, di coraggio, di tante paure.
Non voglio rattristarmi, nè piangermi addosso.
Penso a te papà,
alle cose che stavi facendo,
a quanto hai dato alla tua famiglia,
a come sarebbe andata la mia vita se tu ci fossi stato.
E allora l'unico sentimento che voglio lasciare uscire è la rabbia.
La rabbia perché abbiamo perso tempo, quando potevamo viverlo,
la rabbia per quello che hai dovuto soffrire,
per tutte le speranze che sono state falciate,
per la dignità che ti è stata rubata,
per tante opportunità che sono state strappate a me.
Dopo nove anni sono qui a domandarmi come fa certa gente
a non rendersi conto di cos'è la vita.
Gente vuota e schifosa che complica e rovina le esistenze altrui.
Vorrei che tutti provassero a vedersi per un minuto,
come ti ho visto io nel tuo letto di morte,
scheletro mangiato dalla malattia,
sporco di sangue e feci che perdevi,
con due splendidi occhioni sbarrati che mi guardavano,
e gridavano la paura di morire.
Il magone sale ogni volta come quel giorno.
Perché devo essere così legato a questo ricordo?
Perché per me questo giorno significa riempirmi di rabbia?
Io forse non voglio voltare pagina,
me lo voglio tenere ancora stretto a me,
fragile com'era.
Mi fai tanto male, ma non posso fare a meno di stringerti forte.

2 commenti:
Buona Pasqua a te e a tuo papà; stai vicino alla mamma e infondile serenità.
..MA DOVE SEI FINITO??... NN SCRIVI PIUU'?! ..
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