domenica 11 ottobre 2009

Una Cenerentola disarmata.


C'era una volta una ragazza di piacente aspetto, che come spesso accade, non riusciva a trovar marito. Aveva, si capisce, molti pretendenti, ma questi o non le piacevano o si rivelavano degli inetti squattrinati senza scrupoli, a caccia di una dote da sfruttare.
Ella non era ricca, ne' di nobile famiglia, ma il suo aspetto, i suoi modi, la sua intelligenza ed il suo buon cuore, ne facevano una fanciulla desiderabile e ottimo partito per una vita di condivisione e intimità. Poche volte si innamorò, e quando raggiunse l'età matura per un matrimonio di peso, serio e stabile, godette solamente delle attenzioni di alcuni cavalieri che a lei potevano dedicare solo parte del loro cuore, della loro attenzione. Cenerentola, così si chiamava la ragazza, cominciò a soffrire molto di questa situazione.
Un giorno decise di recarsi dalla Maga del villaggio per chiederle quale terribile difetto ella doveva per forza manifestare, per non riuscire a trovare la sua anima gemella. Questa fattucchiera, esperta più della vita degli uomini, che delle sacre arti magiche, le disse semplicemente che non era giunto ancora per lei il tempo di trovare marito, che non avrebbe dovuto accanirsi in una spasmodica ricerca dell'amato, e che non dimostrava avere nessun apparente grosso difetto. La tranquillizzò più che poté. All'uscita Cenerentola si girò indietro e disse: "Buona vecchina, io ti ringrazio per l'aiuto che mi hai dato, ma sento il cuore mio tanto pesante. Ho tanto amore da dare, e tutto ciò che vorrei è avere una persona su cui riversarlo, una persona che però ami solo me, che veda solo me con gli occhi dell'anima. Non voglio più dividere con altre il mio principe". Così dicendo se ne tornò a casa e decise fermamente che avrebbe comunque attuato i consigli della Maga. Così continuò la sua vita, nella maniera più serena che poteva, aiutando il prossimo, lavorando, e diventando una persona sempre di maggior valore. Non iniziò nessuna caccia, come le aveva consigliato la vecchina, ma non sentì venir meno il desiderio di poter possedere una persona che fosse sua per intero.
Un bel giorno di caldo agosto si affacciò nella sua vita un giovane cavaliere, che fu da subito ben disposto verso di lei. La corteggiò con galanti proposte e per un lungo periodo la andò a trovare di quando in quando. Il cavaliere commerciava con tanti villaggi lontani ed era spesso via per affari, o a far scorribande col suo nutrito gruppo di compagnoni. Cenerentola amava moltissimo i rari momenti che il cavaliere riusciva a concederle, ma era turbata da mille dubbi. Il cavaliere diceva di non avere nessuna altra dama da corteggiare, e lei gli credeva, ma si chiedeva se dividerlo con tutta quella sua vita nella quale lui era lontano, fosse come aveva già fatto in passato, ossia condividere un cavaliere con altre dame ed altri amori. Valeva la pena aspettare a godere dei pochi momenti di libertà del cavaliere, ed investire così il suo futuro e la sua giovinezza? O era meglio aspettare un partito che fosse più disponibile a passare il suo tempo con lei? Accontentarsi o puntare a maggiore felicità? E se alla fine volendo troppo, non le fosse rimasto nulla tra le mani? Si sentì disarmata, e presa dall'ansia si recò nuovamente dalla Maga del villaggio.
Questa le parlò con il cuore in mano, perchè le era molto affezionata. "Mia cara fanciulla, tu devi pesare i momenti che passi col tuo cavaliere, devi valutare se questi ti ripagano dei lunghi giorni nei quali rimani sola. Tu sei una ragazza tanto cara e preziosa, meriti molto. Se il tuo cavaliere si rende conto di questo, ti deve donare momenti così magici da valere oro puro. La tua beltà non sta svanendo, hai tempo di fare le tue valutazioni senza fretta. Incontra quanto puoi questo tuo cavaliere e godi il più possibile della sua presenza. Al contempo anche lui dovrà valutare cosa serba il suo cuore per te. Col tempo, se quel suo cuore esprimerà per te l'amore più puro, vedrai che le sue visite si faranno più frequenti e lascerà spesso sola, nelle osterie, la sua masnada di amici."
Cenerentola ringraziò e tornò alle sue faccende, col cuore un po' più leggero. Pensava infatti che qualsiasi persona avesse potuto incontrare nella vita, avrebbe comunque dovuto dividerne un qualche aspetto, non fosse altro che con l'occupazione che costui avesse per vivere. Quella sera stette alla finestra, appoggiata al balcone. Scrutava il cielo, e la via che conduceva alla sua casina. Aspettava il cavaliere, e decise che se fosse venuto, gli sarebbe corsa incontro e l'avrebbe stretto a sé il più a lungo possibile. Avrebbe goduto di tutto ciò che la vita, per quel giorno, poteva darle. E poi per i giorni successivi se ne sarebbe sempre potuta preoccupare l'indomani, no?

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma il cavaliere poi arriva? O Cenerentola aspetta invano alla finestra?

Anonimo ha detto...

il cavaliere arriva..passano un splendido pomeriggio insieme, ma canerentola rimase tormentata dalle sue paturnie..vero o no?

Yuki ha detto...

Cenerentola è una con le paturnie croniche purtroppo....

Anonimo ha detto...

Quindi alla fine non ascolta la strega e non si gode la vita. Giusto?

Yuki ha detto...

Mah dovrebbe dirlo l'autore del racconto, ma se la conosco un po' si gode i momenti col cavaliere e poi aspetta che il cavaliere ritorni e ritorni solo per lei... Una eterna insoddisfatta, del resto, se ci penso, è una cameriera che vuole sposare il principe azzurro... un po' pretenziosa la ragazza!

Maga del Villaggio ha detto...

Dovete avere pazienza, la vicenda è in svolgimento. Una fine non la si può ancora mettere. Che io sappia, la poverina è ancora li al balcone. E... senti tu terzo anonimo... Strega sarà tua sorella!

Anonimo ha detto...

Cenerentola, quella finestra da cui aspetti..lasciala socchiusa..basta una fessura..non chiuderla mai, ovvero chiudila solo se non sono ciò che dico di essere, un vero amico. Peter Pan