giovedì 28 maggio 2009

E' brutto mettersi qui a scrivere cose tristi. Spesso nei blog si scrivono cose depressive e ciò non invoglia certo a leggerli. Mi limito a dire che sono piegato su me stesso, subisco passivamente gli eventi. Mi sveglio sudato nella notte. Vorrei fare molto, ma non riesco più ad affrontare nulla. Neanche aprire una busta. Sono seduto e non riesco a risollevarmi. Non riesco a trovare la forza di mettermi a fare qualcosa per uscire da questa situazione. Sono diventato maestro nel distrarmi. Così non si può andare avanti. Meriterei uno schiaffo da chi, fuori dalla mia situazione, volesse svegliarmi. Per questo ringrazio chi sta cercando di darmelo, questo schiaffo. Non stancatevi. Mi rivolgo a voi con il sorriso più grande che posso fare.

martedì 19 maggio 2009

CAPPUCCETTO BIONDO (Prima parte)


C'era una volta Cappuccetto Biondo,
che viveva nel suo splendido colorato mondo.
Un bel giorno la sua mamma lo chiamò
e lui, che giocava per i prati, rincasò.
“Caro Biondino, oggi ho un compito da affidarti,
ecco stai attento a quanto devo raccomandarti:
hai da portare alla tua nonnina questo cestino,
con dentro medicine e qualche panino.
La tua nonna è un po' raffreddata,
e sempre a letto si trova sdraiata.
Per favore, stai da lei finché non guarisce,
Dai, parti e arriva prima che il giorno finisce.”
Cappuccetto ubbidiente diede un bacio alla mammina,
e uscì di buona voglia dalla cucina.
Cominciò ad incamminarsi per il sentiero,
armato del cestino, molto pesante, a dire il vero!
Ovviamente la sua strada passava per un bosco
come in ogni favola che conosco.
Tuttavia, a differenza di altre storie per bambini,
qui c'era un gran via vai di personaggi carini.
Per lunghi tratti del suo cammino,
ebbe compagni di viaggio vicino.
Si succedettero a seconda delle loro destinazioni,
allargando o restringendo questo gruppo di pedoni.
Cappuccetto Biondo li avrebbe sempre voluti tutti attorno,
ma furono molti quelli che andarono e venirono tutto il giorno.
Alcuni lo accompagnarono per un chilometro,
altri anche solo per qualche metro.
L'aquila secca, mai contenta della sua condizione,
che non sembrava conoscere la sua destinazione.
Il pulcino spelacchiato, gran trotterellone,
Il diavoletto tascabile, dal bel visetto,
assetato di tutto, tranne che di affetto.
L'insulso formichiere, che non aveva nemmeno il sedere.

… fine prima parte...