venerdì 20 marzo 2009

Lettera a papà

Ciao Papà,

sono qui al lavoro, e penso come sarebbe ora la mia vita, la nostra vita, se tu ci fossi ancora. Nei miei sogni torni sempre in vita, ritorni a casa dopo tutti questi anni di assenza. Superata la sorpresa di un ritorno impossibile, sicuro che tutto sia solo per un istante, la gioia di vederti, di sapere che c'è qualcuno che mi ama e mi difende, lascia subito spazio alla paura. La paura del tuo giudizio. Cosa penseresti delle scelte che ho fatto dopo che sei morto? Come valuteresti i miei errori? Nei sogni e nella vita sono sicuro che in grossa parte ti deluderei. Deludo me stesso, figuriamoci un padre. Vivo nella paura di dirti quello che ho fatto in questi otto anni. Ci sono cose che apprezzeresti?
Sai qual'è la cosa più bella che mi hai lasciato? Quella più preziosa in assoluto? Un ricordo. Il più dolce tenero ricordo che una persona che ti ama ti può lasciare.
Te lo voglio raccontare, anche se mi costa deglutire ad ogni frase che scrivo.
Eri a letto, da più di un due mesi. Veniva un'infermiera ogni mattina. La mamma era sempre lì con te. Ti avevamo messo nella stanza giù, perché fosse più comodo per tutti accudirti. Già non parlavi più. non mangiavi più, ed eri l'ombra di te stesso. Magrissimo e scavato poggiato su di un letto gonfio d'aria per non ammaccarti. La pelle gialla, martoriata dalle siringhe e dalle flebo, invecchiata di mille anni in pochi giorni. Tu non lo sapevi, ma prendevi morfina per non sentire troppo dolore. Eri lucido, ma non c'era più niente di te, su quel letto.
Io dovevo dare un esame, diritto Costituzionale. Ricordo con che paura sono andato in facoltà. All'esame non pensavo, mi domandavo solo se al mio ritorno ti avrei trovato ancora.
Noi non siamo mai andati d'accordo. Tu hai sempre preteso che io crescessi e imparassi, senza mai insegnarmi quel che sapevi. Io crescevo un po' tondetto e tu odiavi le persone grasse. Io non mai fatto nulla per piacerti. Ero contento quando chiamavi per dire che tornavi tardi, così potevo mangiare e andare a letto prima del tuo ritorno. Non mi sono mai impegnato in cose che sapevo potevano darti soddisfazione. Tu spesso non sei stato un buon padre, io raramente sono stato un buon figlio.
Verso la fine le cose sono cambiate, tu mi guardavi con più benevolenza e cominciavo proprio allora a darti delle soddisfazioni. Così quel giorno tutto era predisposto per un buon esito. Feci l'esame con successo e corsi a casa.
Ti ho trovato lì e non capivo nemmeno se sapessi che ero uscito e andato a fare un esame. Così mi sono seduto a fianco del tuo letto e ti ho raccontato dell'interrogazione, del buon voto che avevo preso, della soddisfazione di quel momento. Ho alzato gli occhi su di te, e tu mi hai regalato un regno. Hai fatto per me la cosa più bella che potessi fare. Mi hai sorriso.
Non so se ti sia costato, non so da quanto tempo non fossi felice, di sicuro so che tu non hai mai avuto idea di quello che mi hai dato in quel momento. E' stato puro amore, amore vero, che mai e poi mai è stato eguagliato nella mia vita.
Ti ringrazio tanto papà, con quel sorriso hai cancellato anni di discussioni ed incomprensioni. Mi hai fatto sentire come mai mi sentirò ancora.
Per la cronaca di quei giorni, si può raccontare che il giorno dopo hai tentato di dire qualcosa che non riuscivo a capire, e che poi ho ricostruito. E si può dire che il giorno dopo ancora te ne sei andato mentre ti stringevo la mano. Mi hai salutato con tre respiri profondi ed interminabili che ora sento vivi e prepotenti nel mio stomaco.
Quel giorno mi dicesti che avevi paura. Provavi ad aggrapparti a me. Cosa potevi provare in quel momento, sapendo che la morte stava arrivando, che dovevi lasciarci e capendo che non riuscivi nemmeno ad esprimerti? Ci penso sempre. Sono stati i momenti più angoscianti della tua vita. Mai dimenticherò quanto hai sofferto e quanto sei andato avanti per amore mio e di mamma. In questo sei stato un vero Papà, come ce ne sono pochissimi.
Ripensandoci credo che se tornassi, come fai nei miei sogni, faresti di tutto per togliermi dai guai, risolvere i miei problemi. saresti un papà severo, ma ora sono sicuro che mi ameresti incondizionatamente. Ah papà come vorrei una seconda possibilità. Per te, ma anche per me. Spero tanto di darti qualche soddisfazione ed un giorno poterti vedere felice di vedermi. Sorridente.

Con profonda gratitudine e amore,

Vasco.

1 commento:

Anonimo ha detto...

"Cos'è questa guerra stipata nel cuore della natura? Perché la natura lotta contro se stessa? Perché la terra combatte contro il mare? C'è forse una forza vendicativa nella natura? Forse più di una? Ricordo mia madre quando stava morendo. Si era tutta rimpicciolita, e ingrigita. Le chiesi se aveva paura, scosse la testa. Avevo paura di toccare la morte che avevo visto in lei, non trovavo nulla di bello o consolante nel suo ritorno a dio. Ho sentito tanto parlare dell'immortalità, ma io non l'ho mai vista. Mi chiedo come sarà la mia morte, a come potrò reagire sapendo che quel respiro sarà stato l'ultimo. Per sempre. Spero solo di poterla accogliere come ha fatto lei. Con la stessa... calma. Perché è lì che si nasconde l'immortalità che non ho mai visto. Perché dovrei aver paura di morire? Io appartengo a te. Se me ne andrò per primo ti aspetterò lì, oltre le acque oscure. Forse gli uomini sono tutti parte di una grande anima, tutti ne fanno parte. Tutti parte di un unico essere, un solo grande essere in cui ognuno cerca salvezza, ciascuno come un piccolo carbone tolto dal fuoco. Sei qui ora? Fa' che io non ti tradisca. In te ho fede. Se muoio, sarà per nulla. Questa meraviglia andrà avanti anche senza di me, cosa sarà la mia morte in tutto questo pullulare, brulicare di vita? Questa oscurità è ancora dentro me? Sei passato, siamo passati attraverso questa notte? Ore come mesi. Giorni come anni. Verso una terra forse dorata, forse le ombre del cupo cielo del domani. Ci incontreremo ancora un giorno. Persone che sono state così unite come noi si rincontrano sempre. Forse non qui. Come abbiamo perso il bene che ci fu dato, sgusciato fra le dita? Cosa ci impedisce di toccare la gloria, la Verità? Ti senti mai solo? Si, solo in mezzo alle persone. Credi ancora nella Luce, la luce prorompente? Ti vedo una scintilla lì dentro, dentro a te. Tutto una bugia. Tutto ciò che senti. Tutto ciò che vedi. Tutto ciò che un uomo può fare è fare di sé un'isola. E tu... dove eravamo insieme, chi eri Tu? Quello col quale ho vissuto, camminato, il fratello, l'amico. Chi sei tu che vivi sotto tutte queste forme? Tua la morte che cattura tutto. Tua anche la fonte di tutto ciò che nascerà. Tua la gloria. La carità, la pace, la Verità. Tu doni calma allo spirito. Comprensione. Coraggio. Il cuore rassereni, oh Signore. Buio dalla luce, conflitto dall'amore. Sono il frutto di una sola mente, i tratti di un solo volto. Oh anima mia, fa che io sia in te adesso, guarda attraverso i miei occhi, guarda le cose che hai creato. Tutto risplende. Se non ti incontrerò mai in questa vita, almeno che io senta la tua mancanza. Uno sguardo dei tuoi occhi e la mia vita sarà tua.''

J