sabato 6 dicembre 2008

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ognigiorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi nonrischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero subianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di unosbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davantiall'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sullavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire unsogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire aiconsigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chinon ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamentechi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa igiorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi nonfa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando glichiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivorichiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto direspirare.Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendidafelicità.
P. Neruda
(un grazie a Daniele)

1 commento:

Yuki ha detto...

Se io avessi una casetta nella tua cittadella, la vorrei piccola piccola, con solo una stanza o due, ma con grandi finestre e tanto legno caldo. E' così che mi piace vivere, senza dare fastidio e troppo nell'occhio, ma pensando di avere un posto in cui qualcuno si possa sentire a prorpio agio. E la vorrei riempire di oggetti che mi ricordino ciò che ho fatto, magari che abbiamo anche fatto assieme... E vorrei che tu non ti limitassi a guardarla dall'alto, ma che entrassi e ogni volta con un oggetto nuovo che mi faccia capire un po' meglio te.
A.