Cinque
anni sono passati da quell’ultima lettera. Tredici anni sono trascorsi da
quando non c’è più mio padre. Quante cose sono successe, quante persone sono
andate e venute, eppure sono ancora così legato al suo ricordo. Sono rimasto,
per molti versi, pietrificato nell’istante della sua morte a contemplare
l’estremo accanimento che aveva sconquassato quel corpo e quell’anima con tale
violenza e rabbia da farmi rimanere senza parole, da farmi palpare con mano
l’essenza stessa della sofferenza.
Oggi
sono qui a casa e ho deciso di rendergli omaggio riascoltando una musica che me
lo ricorda. Ero piccolo quando trovavo nell’autoradio della sua macchina
l’audiocassetta di alcune opere di Bach, ricordo bene l’organo dorato in copertina,
la prima traccia incisa nel nastro era la Toccata e Fuga in Re minore. L’ho
sempre adorato questo pezzo. Parte con una solennità cupa, che da piccolo mi
faceva sussultare di paura, e poi procede per dieci minuti toccandoti il cuore,
stringendolo, accarezzandolo, sollevandolo, passando dall’iniziale austerità ad
un vivace scambio di luce ed ombra.
Ed è
così che ho deciso di passare oltre la tristezza, oltre i ricordi che mi tengo
stretti e che mi fanno piangere appena schiudo quella scatola, e per una volta
rivolgermi a lui come nel gioco del “se fosse”.
E SE… TE NE FOSSI
ANDATO SULLA LUNA?
Caro
papà,
intanto
buona Festa del Papà! Ti scrivo questa lettera perché vedo che lì non funziona
molto bene Skype. Non riesco a sentirti bene quando mi chiami, ma apprezzo
tanto i tuoi continui tentativi, sento che mi vuoi bene e che ti manco.
Grazie
mille di come ti ho sentito felice del mio cambio di lavoro. So che eri tanto
preoccupato e che hai cercato di darmi una mano, pur essendo così lontano. Te
ne ho fatte passare di tutti i colori negli anni scorsi, lo so, ma ora ho preso
la strada giusta. Sentivo forte il peso della delusione e dell’ansia che
leggevo nel viso e nelle parole di mamma, e percepivo fin qui la tua
agitazione. Ora puoi rilassarti, sto costruendo piano piano, ma già con buone
soddisfazioni, la mia professione.
Lo
sai che ho incontrato molte persone che si sono complimentate per la mia
professionalità? So che saresti orgoglioso di me se avessi potuto vedere la
conclusione di alcuni affari che io ed Eva abbiamo portato avanti. Ti ricordi
il cartello che avevi appeso al mio garage quando al liceo avevo vinto quel
premio teatrale? Eri tanto sorpreso e felice quella sera, vorrei tanto vederti
ancora così.
Da
poco più di un anno ho cambiato casa, prima ero sotto quella di mamma, adesso
sono sempre a Bastia, ma nel nuovo quartiere vicino ai campi sportivi. Credo di
averla sistemata bene, ho modificato la cucina di prima per adattarla, ho preso
un nuovo divano (i nostri vecchi in pelle erano distrutti) e poi per il resto
ho riciclato i quadri che conosci, ed i mobili che avevo nei negozi.
Ora
per forza di cose vedo meno la mamma, ma comunque manteniamo l’abitudine
qualche volta di fare colazione assieme, oppure di condividere la cena qui da
me. Poi ultimamente di domenica mi sono cimentato nella cucina e così a pranzo
viene anche lei, a volte persino con Clara. Mi sono specializzato nel cucinare
il brasato, lo spezzatino e l’arrosto. Mi piace metterci del mio e
sperimentare, pare che finora sia venuto quasi tutto buono. Sono sicuro che
senti molto spesso la mamma e quindi saprai già che sta bene, io e anche altre
persone la vediamo ringiovanita. Adesso è a dieta, e qualche risultato si vede,
comunque non sta per niente male, anzi. Ogni giorno fa un’ora di passeggiata ed
è appena andata a Zanzibar con un’amica. Quest’estate abbiamo il progetto di
fare qualcosa assieme e così la porterò un po’ in giro, se lo merita, lo sai.
La
mia relazione va molto bene, sai che stiamo sempre assieme nel week end, da venerdì
sera a lunedi mattina, più una sera durante la settimana. C’è qualche tensione
nel suo lavoro e sta cercando un’alternativa, anche per avvicinarsi a me, ma
non sarà facilissimo data la situazione economica. Sei partito nel 2001, non so
lì come sia, ma qui da allora le cose si sono letteralmente stravolte. Vorrei
che vedessi come intere aree industriali ed artigianali si sono desertificate.
Non c’è quasi più nulla di quello che tu potresti ricordare.
A
volte immagino di venirti a prendere in aeroporto e portarti in giro in auto.
Rimarresti stupito di tutte le cose che sono cambiate in questi anni. Ti farei
vedere i ristoranti dove ci portavi quando ero bambino, ti porterei dove hanno
costruito enormi palazzi che non hai mai visto, ti farei vedere l’autostrada
che hanno aperto qui vicino casa nostra. La cosa che mi divertirei di più a
mostrarti sono i modelli di auto che si vendono adesso! Sei sempre stato così
appassionato che perderesti settimane ad aggiornarti.
Vorrei
farti conoscere i miei amici, eri così preoccupato che non riuscissi ad inserirmi
bene. Ora puoi stare sereno, sono circondato da persone veramente di valore,
con buon cuore, con cui condivido molte esperienze e passo tanto tempo speso
bene. Il sorriso è tornato sulla mia faccia parecchio più spesso, un po’ come
quando mi dicevi da bambino.
Naturalmente
vorrei sapere anch’io qualcosa su di te, sul mondo in cui vivi adesso, ma posso
aspettare, ci rivedremo sicuramente un giorno. Allora ti abbraccerò e spero di
sentire il profumo del tuo dopobarba sulle guance, esattamente come lo ricordo
ora.
Ora
ti lascio, sono sicuro che questa lettera ti farà tanto piacere. Ancora tanti
auguri al mio caro papà!
Con
Amore,
Vasco.

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