E' il tempo che hai perduto con me che mi rende importante.
Ero un bambino quando iniziai a rendermene conto:
sedevo nell'autobus della scuola temendo i compagni più irruenti,
chiudevo me stesso nella scatola dorata dell’autosufficienza,
invidiavo le confidenze delle ragazze adolescenti,
desideravo dei maschi la complicità cameratesca,
soffrivo la mia esclusione dai gruppi affiatati e, indolente
aspettavo di continuo che mi si lanciasse un’esca.
Quando raccolsi la tua capii di avere dei legami con te,
mi riempiva di gioia scoprire un argomento in comune.
Contavo orgoglioso i giorni e le ore che passavi con me:
piccoli cumuli di vita che andavamo alimentando.
Capivo che quella era la cosa più importante del mondo:
creare un legame che ad ogni esperienza vissuta si va fortificando.
Tutto ciò per cui ho riso oppure ho pianto con te è svanito,
tutto il lavoro che assieme abbiamo fatto non conta più,
persino il temporale di luoghi ed azioni vissute, si è sopito.
Eppure i lacci che abbiamo annodato, i riti che ci siamo dati
i progetti che abbiamo realizzato, immancabilmente si
solidificano
appena la mente, l’occhio o l’orecchio ci vedono abbracciati.
L’emozione vera che mi permetto di provare,
è proprio quella di toccare i nodi di queste corde.
Ci sono cose che solo noi possiamo fare,
niente e nessuno potrà scalfire il nostro legame,
dal momento in cui ho deciso di essere addomesticato.
come nessuno potrà mai sostituire il pensiero
della volpe quando vede un campo di grano dorato.
(Per questo post un ringraziamento speciale ad Antoine de Saint-Exupéry, Alliette e Yolanda)

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