mi toccano le tempie fredde,
testimoni di un recente passato,
di immagini artificiali e modeste.
Quel che è successo, o meglio quel che ricordo,
mi fa pensare a quel che sarà, o potrebbe essere.
Questo mi allontana dal presente
giusto quel tanto per chiudere gli occhi.
Steso a cercare il sonno, mi rifugio qui,
nell'immagine rassicurante del futuro.
Nessuna certezza di quel che sarà,
nessuna assicurazione su luoghi e condizioni,
forse solo su chi mi accompagnerà.
Lasciare la foto del presente,
e girare la carta di un futiuro possibile
è un esercizio che risana a volte,
ma lo tocco appena,
per paura di rovinare questa misteriosa pozione
che potentemente mi fa evadere.
Giorni di possibilità questi.
Cubi su di una scacchiera veloce e tagliente.
Spero che arrivi il momento di muovere,
e che la mossa sia quella giusta.

