
Quante sono le persone che si avvicinano a me? Quante sono quelle a cui io mi avvicino? Nella mia solitudine cerco compulsivamente di riempire gli spazi, di circondarmi di nuovi affetti. Vorrei essere abbracciato, coccolato, consolato, incoraggiato. Vorrei accarezzare uno sguardo fisso su di me. Vorrei sorridere alla persona che mi tiene per mano. Vivere momenti di pace, nei quali tutti i sensi sono all'erta, e finalmente vivo con la piena consapevolezza di me stesso e del mio corpo. Fuggire all'oblio delle giornate sempre uguali. Togliere la tuta di plastica che mi separa dalla realtà. Tutto grazie ad un momento passato accanto alla persona che mi pensa, che mi vuole accarezzare. Luca scrive "puttana dei sentimenti". Si, mai vero come ora. Puttana di vicinanze. E mentre nessuno può pretendere amore, affetto, coinvolgimento, io sono felice nel momento misterioso di due polpastrelli che si toccano.
Ma poi quante volte le persone perdono materialità? Si allontanano perché un legame così non tiene nella calca del flusso di persone che attraversano questa piazza. Rimangono fantasmi del passato. Figure carine di cui serbi un ricordo e che ogni tanto scorgi qua e là, come spettri riflessi da una luce spenta da tempo.
Sono stato io ad ucciderli? Sono mai stati realmente vivi per me? Penso che vivi lo siano ancora, penso che siano ancora capaci di tutta la loro umanità, che ora non è più affar mio. Tuttavia li sento. Si sono accumulati nella mia vita, e per loro provo affetto.
In carne ed ossa accanto a me, o fantasmi lontani, sappiate che sono consapevole di avervi spesso fatto del male. Vi chiedo scusa. L'ho fatto per sognare assieme da svegli. A chi mi sente ancora dico di rimanere, non sarà una passeggiata, ma qualche momento buono ce lo possiamo ricavare.
2 commenti:
forse sono solo parentesi che si compiono, anelli concentrici intorno al sasso gettato nella pozza ... e le acque lo conservano o lo limano un poco fino a sfumarne gli angoli e a renderlo perfetto in quel momento.
ci sono ancora, in fondo allo stagno
Lascio l'indeterminatezza di un commento poetico, per dirti ciò che penso con la determinazione di un contadino che pota senza esitazioni la propria vite.
L'amicizia vera e l'amore vero non hanno termine ne materialmente (fino alla pace dei sensi) ne spiritualmente. Non esistono vie di mezzo. Un vero amico non ti abbandona mai. Il vero amore non ti abbandona mai. Questa è la regola madre che tutti dimenticano, compromettendo qualsiasi ragionamento.
Piuttosto le persone sono diventate sempre più contorte, entropiche, sofferenti, incoerenti, convulsive nei rapporti, angosciate, piene di dubbi e rimpianti, schizzofreniche, sentimentalmente bulemiche, proprio perchè non ricercano i sentimenti veri dell'amore e dell'amicizia, ma si autoconvincono di aver raggiunto tali sentimenti con un innumerevoli comparse che hanno soltanto la caratteristica a loro volta di gridare sguaitamente contemporaneamente la medesima autoconvinzione. Ricercare la verità nei legami e nei sentimenti, rende liberi da edere soffocanti e ci dà la possibilità di poter incontrare veramente la nostra anima gemella vuoi nell'amore vuoi nell'amicizia.
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