
Dato che sono qui al lavoro e non ci sono in programma ferie, ma piuttosto un campo minato di giorni davanti a me, non posso parlare delle mie vacanze, ne' caricare sul solito facebook le foto di un viaggio, o di una gita con amici. Gioco quindi ad immaginare dove vorrei essere. I luoghi, le esperienze, e le persone che mi farebbero del bene.
Questa è la settimana dell'anno in cui tutti devono fare qualcosa bene o male. In cui farsi vedere in giro è da sfigati. Sono bellissimi i gruppi di ragazzi che trovi al supermercato a fare la spesa comune, prima di partire. Gli alberghi sono pieni, così come i ristoranti, i bar sulla spiaggia, le discoteche all'aperto.
Io farei parte della categoria ristretta di persone che vorrebbe essere lontano da tutto in questi giorni. Vorrei il freddo ed il silenzio della montagna. Il cellulare che non prende. I miei pochi ma splendidi amici attorno al fuoco di un rifugio. Stanco per una passeggiata ad alta quota, affamato delle cose semplici ma meravigliose che le persone che mi amano sanno dire.
Vorrei essere lì con loro che in questi giorni mi fanno piangere dalla commozione per quello che fanno per me. Vorrei dare loro qualcosa e rendendomi conto di non esserne in grado mi sento ancora peggio.
Che bello sarebbe essere in posto così, a chiacchierare con loro, a stringermeli forte forte. Credo che una situazione così non mi stancherebbe, non finirebbe mai di appagarmi.
Il sogno funziona e mi scalda. Qui fuori è caldissimo ed afoso, ma desidero tanto quel fuoco nel camino. Del resto è il fuoco di un rifugio, ed è quello che vorrei: un luogo costruito per proteggere e rifocillare. Ora sono fuori, allo scoperto. E le intemperie mi hanno stremato.
Ricordate la parabola del ragazzo che riguardando la sua vita, assieme a Dio, vede che nei periodi peggiori c'è un solo paio di orme sul cammino, e il Signore gli spiega che in quei momenti l'aveva tenuto in braccio?
Beh ora sotto le intemperie mi sento sostenuto e sono sicuro che alla fine vedrò tante orme sulla mia spiaggia. Non so cosa ho fatto o dato in passato per meritare questo aiuto, ma sono certo che se il futuro me ne darà l'occasione sarò pronto a fare altrettanto.
Questa è la settimana dell'anno in cui tutti devono fare qualcosa bene o male. In cui farsi vedere in giro è da sfigati. Sono bellissimi i gruppi di ragazzi che trovi al supermercato a fare la spesa comune, prima di partire. Gli alberghi sono pieni, così come i ristoranti, i bar sulla spiaggia, le discoteche all'aperto.
Io farei parte della categoria ristretta di persone che vorrebbe essere lontano da tutto in questi giorni. Vorrei il freddo ed il silenzio della montagna. Il cellulare che non prende. I miei pochi ma splendidi amici attorno al fuoco di un rifugio. Stanco per una passeggiata ad alta quota, affamato delle cose semplici ma meravigliose che le persone che mi amano sanno dire.
Vorrei essere lì con loro che in questi giorni mi fanno piangere dalla commozione per quello che fanno per me. Vorrei dare loro qualcosa e rendendomi conto di non esserne in grado mi sento ancora peggio.
Che bello sarebbe essere in posto così, a chiacchierare con loro, a stringermeli forte forte. Credo che una situazione così non mi stancherebbe, non finirebbe mai di appagarmi.
Il sogno funziona e mi scalda. Qui fuori è caldissimo ed afoso, ma desidero tanto quel fuoco nel camino. Del resto è il fuoco di un rifugio, ed è quello che vorrei: un luogo costruito per proteggere e rifocillare. Ora sono fuori, allo scoperto. E le intemperie mi hanno stremato.
Ricordate la parabola del ragazzo che riguardando la sua vita, assieme a Dio, vede che nei periodi peggiori c'è un solo paio di orme sul cammino, e il Signore gli spiega che in quei momenti l'aveva tenuto in braccio?
Beh ora sotto le intemperie mi sento sostenuto e sono sicuro che alla fine vedrò tante orme sulla mia spiaggia. Non so cosa ho fatto o dato in passato per meritare questo aiuto, ma sono certo che se il futuro me ne darà l'occasione sarò pronto a fare altrettanto.
4 commenti:
Ciao Vasco, a volte gli ostacoli possono sembrare insormontabili, ma nulla è mai perso. La grinta e la tenacia non mancano a nessuno, alla fine nulla è impossibile (certamente non si può pretendere di raggiungere la luna a remi), ma sono convinto che è dentro di noi la forza che può aiutarci a superare un brutto momento, con razionalità e capacità di valutazione: in famiglia, nel lavoro, nell'amore, ed è sempre difficile riuscire ad ammettere i propri errori, modificare il proprio carattere, ma sempre facile e comodo accusare e rinfacciare, parlar male e non rendersi disponibili ad ascoltare qualcuno, specie quando si ha una pessima indole come quello del sottoscritto, un po permaloso ma sufficientemente autoironico da risultare simpatico agli altri, incline a deridere gli altri e sopravvalutare se stesso. Ed è forse con il tempo che ci si rende conto di aver sbagliato qualcosa, di non aver compreso la vera disponibilità offerta da chi ti è stato vicino peccando di ingratitudine, che tutto sommato è stato un grosso errore voler rivoltare tutto per rifare tutto, alimentato dalla spinta negativa di un grosso problema, in un mondo dove nessuno è contento di se stesso sempre alla ricerca della perfezione dentro di se e negli altri. Alla fine è solo il tempo, senza voce e senza volto, che fa capire a noi stessi cosa era opportuno non dire e cosa forse si sarebbe potuto fare, e sopratutto fare meglio. Leggo molto spesso questi tuoi scritti sul tuo blog durante le mie gite notturne in internet, e certamente da questi ben si capisce che non stai vivendo bene. Ti giunga da una persona un sereno augurio per il futuro, certo di quanto sopra scritto e in qualche modo, chiedendo scusa per un comportamento vergognoso quanto incomprensibile. Ciao.
Grazie, mi ha fatto molto piacere questo tuo commento. Non ti sei firmato, ma credo di aver capito tu sia M. Spero che durante la tua prossima gita notturna in internet, tu voglia lasciarmiqualche altra parola.
Grazie, Vasco.
Ciao,anche se il post non è recentissimo non ho indugiato a commentarlo, come ti avevo promesso. Un po' alla volta leggerò anche il resto. Ti lascio una citazione....
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l'amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa
nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero
non è amore,ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
Tratto da "Il Profeta" di Kahlil Gibran
Un abbraccio da "onlyforyou82"
C'è solo un pericolo. Che in quel rifugio oltre all'affetto dei tuoi amici, a quell'attenzione di cui abbisogni e reclami come un diritto, ricerchi l'attenzione morbosa di una telecamera che ti vede costantemente emozionarti e piangere nel vedere gli altri altri che si prodigano per te. Quel rifugio è il Grande Fratello e il fuoco per alcuni è la telecamera. Per contrastare il compiacimento di vederci oggetto delle attenzioni dell'altrui affetto, concentriamoci nel chiederci cosa possiamo dare noi agli altri.
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