Dal Corriere della Sera (ed. on line): "USA. Aborto e staminali, svolta di Obama. Il Vaticano protesta: mossa arrogante".
Questo è lo spunto. Ne vogliamo parlare?
La parola che mi ha invitato a scriverne è quel "arrogante", e la domanda che mi sale all mente direttamente dalla pancia è: "E' arrogante un politico appena eletto democraticamente che comincia a prendere delle iniziative largamente incluse nel suo programma elettorale, o è arrogante chi pretende di inserire nel dibattito pubblico le proprie sentenze senza appello?"
Qui no voglio parlare ne' di aborto, ne' di ricerca sulle cellule staminali embrionali, ovviamente ho la mia opinione come tutti, ma penso che al riguardo sarà sufficiente sfiorare l'argomento. Infatti ciò che mi propongo di commentare è un atteggiamento, non un'idea o una posizione presa.
La Chiesa Cattolica è una istituzione riconosciuta e rispettata da centinaia di milioni di fedeli e pertanto ritengo possa, a ragion veduta, esprimere pareri su tutto ciò che accade e su qualsiasi materia dello scibile umano. Ciò che contesto è l'atteggiamento. Come si può pretendere di avere in tasca la verità assoluta? E come si può pretendere di farla valere, calpestando la dignità e la rispettabilità delle idee e decisioni altrui? Se si ritiene che un politico, un insegnante, un imprenditore, porti avanti progetti sbagliati e dannosi, ci si deve impegnare in una lotta politica e sociale per far si che si discuta, e che, se serve, si cambi idea. A che serve dare dell'arrogante ad un politico che mette in atto il suo programma?
Un saggio potrebbe anche chiedersi a che serve buttare nell'inceneritore le cellule embrionali sovrannumerarie, anzichè metterle sotto un microscopio, ma capisco che certe tecniche di ricerca possano confliggere con la morale ed è giusto rispettare tutti i punti di vista. Purtroppo però, o per fortuna, i governanti devono predere delle decisioni, e la vita di tutti è collegata a quelle decisioni. Pertanto credo che un dialogo che rispetti i vari attori in gioco, sia molto più utile e fruttuoso della solita pioggia di veti e "scomuniche" che la Chiesa fa calare addosso ad ogni timido accenno di apertura su temi delicati.
Anche a livello di marketing, si dovrebbe cercare di porsi con un atteggiamento più disponibile e aperto al dialogo, se poi si vuole essere seguiti dai propri fedeli e magari coinvolgerne altri. Strano che un papa che parla su youtube non se ne renda conto. O invece pensa che pronendosi in maniera così autoritaria e contro ogni possibile "relativismo" gli possa valere qualche risultato?
Mi piacerebbe che i miei pochi, ma validi lettori, mi scrivessero quel che pensano.
Per una maggiore informazione riguardo i temi che sto trattando voglio specificare che la decisione di Obama è solo quella di riprendere a finanziare "progetti di ricerca sulle cellule staminali embrionali ed alcuni progetti sociali che mirano a prevenire gravidanze non volute e ridurre il ricorso all'aborto". La reazione della Chiesa invece, si avvince dall'intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera dall'Arcivescovo Fisichella, Presidente della Pontificia Accademia per la vita.
sabato 24 gennaio 2009
giovedì 22 gennaio 2009
Ma che tempo...
Si dice spesso che parlare del tempo è una cosa che si fa quando non si ha altro di cui discutere. Specialmente se si è nati dopo il 1950.
Invece oggi mi guardo attorno e penso: la smetterà di fare questo tempo? E poi mi soffermo su questa domanda... la smetterà chi? Di chi stiamo parlando? Chi è il soggetto? E poi il verbo: fare. Sarà giusto?
Ovviamente sto parlando del tempo atmosferico. Piove, c'é nebbia in Val Padana. Quando non piove, c'è quell'umidità fredda che penetra nei jeans, tra le maglie dei nostri vestiti e ci ricorda che è freddo, che il tuo stupido piumino non tiene niente.
Un tempo grigio che ci comunica tante cose. tristezza? La crisi economica? La voglia di tornare sotto le coperte?
Come sarebbe bello, con questo tempo, stare a casa con gli amici, davanti al fuoco, parlare e passare una serata con qualche gioco in scatola, o vedere un film... Il tempo atmosferico si fonde quindi col tempo cronologico: ci comunica che stiamo vivendo un periodo brutto, che le cose devono cambiare, che dovremmo essere altrove, in un posto dove quest'acqua non ci tocca, al riparo, con chi o cosa ci fa stare bene.
Che esseri deboli siamo! Basta una perturbazione per farci cambiare umore, per farci desiderare un'altra giornata, un'altra vita. Guardo i cani, e loro a volte sembrano non badare alla pioggia, in altri casi invece mi sembrano anche loro impigriti.
Chissà come si vive nei paesi in cui non piove mai, in cui non c'è la nebbia. Forse, alla fine, stancherebbe essere sempre illuminati dal sole, forse in quei paesi festeggiano pure l'arrivo della pioggia. Io sicuramente festeggerei non avendo una pelle portata all'abbrnzatura.
E allora alla fine si ritorna al discorso iniziale, ai luoghi comuni, al tempo di cui si parla quando non si ha nulla da dire. Si perché la conclusione è stupida: il mondo è mal spartito.
Invece oggi mi guardo attorno e penso: la smetterà di fare questo tempo? E poi mi soffermo su questa domanda... la smetterà chi? Di chi stiamo parlando? Chi è il soggetto? E poi il verbo: fare. Sarà giusto?
Ovviamente sto parlando del tempo atmosferico. Piove, c'é nebbia in Val Padana. Quando non piove, c'è quell'umidità fredda che penetra nei jeans, tra le maglie dei nostri vestiti e ci ricorda che è freddo, che il tuo stupido piumino non tiene niente.
Un tempo grigio che ci comunica tante cose. tristezza? La crisi economica? La voglia di tornare sotto le coperte?
Come sarebbe bello, con questo tempo, stare a casa con gli amici, davanti al fuoco, parlare e passare una serata con qualche gioco in scatola, o vedere un film... Il tempo atmosferico si fonde quindi col tempo cronologico: ci comunica che stiamo vivendo un periodo brutto, che le cose devono cambiare, che dovremmo essere altrove, in un posto dove quest'acqua non ci tocca, al riparo, con chi o cosa ci fa stare bene.
Che esseri deboli siamo! Basta una perturbazione per farci cambiare umore, per farci desiderare un'altra giornata, un'altra vita. Guardo i cani, e loro a volte sembrano non badare alla pioggia, in altri casi invece mi sembrano anche loro impigriti.
Chissà come si vive nei paesi in cui non piove mai, in cui non c'è la nebbia. Forse, alla fine, stancherebbe essere sempre illuminati dal sole, forse in quei paesi festeggiano pure l'arrivo della pioggia. Io sicuramente festeggerei non avendo una pelle portata all'abbrnzatura.
E allora alla fine si ritorna al discorso iniziale, ai luoghi comuni, al tempo di cui si parla quando non si ha nulla da dire. Si perché la conclusione è stupida: il mondo è mal spartito.
mercoledì 7 gennaio 2009
UMILTA' (da Cam Camini)
Tu penserai che lo spazzacamin
si trovi del mondo al più basso gradin
Io sto tra la cenere eppure non c'è
nessuno quaggiù più felice di me.
La dove il fumo si perde nel ciel
lo spazzacamino ha il suo mondo più bel
Tra la terra e le stelle, di Londra ha nel cuor
rischiara la notte un vago chiaror
oh che splendor
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